Task #47
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Noze 2002
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riletto e revisionato
Updated by Daniele Cruciani 3 months ago
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Private: cosa è successo poi.¶
Finito l'impegno, ho sentito subito la mancanza di qualche cosa da fare, mi sono sentito un fallito perché il progetto non era stato consegnato, il committente all'ultimo a ritirato la commessa, io ho avuto qualche soldo in meno.
La mia reazione è stata quella di lamentarmi dei soldi con Adezio, cosa che era importante per me in quel periodo perché volevo rendermi indipendente dalla famiglia.
Avevo avuto un episodio di depressione e disturbi paranoici nel 2000, ero finito in ospedale dopo un po' qualche anno di isolamento, dal quale ero uscito cambiando casa ed andando a vivere con Cardellicchio e Loris Albanese.
Durante l'ultimo periodo di convinvenza con Cardellicchio mi sono sentito quasi umano, normale, avevo ripreso ad essere me, più o meno. Solo con le ragazze ero rigido e bloccato. Lo notava anche lui.
è importante capire oggi che questo succedeva allora. A quel tempo ero rigido e bloccato. Non devo esserlo oggi per mantenere una identità
Dopo l'ospedale, il natale 2000, in famiglia, qualche scemenza detta da mio padre (tipo "non vali niente", o almeno così diceva, aveva una sorta di eccessiva apprensione dei miei confronti, avesse detto "perché non scopi?" avrei capito che cosa diceva, ma forse l'avrei capito poco). In realtà continuava a piacermi la solita ragazza, quella, vabbé, era così. E avevo costruito attorno tutta una narrativa paranoica e persecutoria dove c'erano vari livelli di difficoltà da superare, che non andavo bene come ero, che comunque avevo sbagliato a non parlarle subito e ormai diventava sempre più impossibile, eccetera ... ma continuavo a guardarla, e lei a me, e sembrava non volessimo perderci, e io non sapevo proprio come cazzo esprimere tutta questa roba. Né tantomeno tutta la roba paranoica che c'avevo caricato sopra. L'ossessione di mamma di sentirmi tutti i giorni mi faceva sentire un deficiente. Le lamentele "non chiami mai", lo sentivo come un giudizio "non ti frega un cazzo", come se io potessi supportare le fatiche della famiglia, e al tempo stesso affrontare le mie insicurezze. Ma questo lo penso ora. E va bene che lo penso ora.
Importante:
Perché non ho capitalizzato dall'esperienza ormai nel CV
Ho reincrociato "la pastora", penso che forse davamo anche nell'occhio con questo inutile guardarci, che qualcuno ha pure iniziato a parlare di noi, e così avevo sentito "ora la pastora si mette con la pastora ed è la fine", ma in ospedale mi avevano detto se sentivo voci, ed io non sapevo se ero pazzo, oppure se prendere le voci come vere, era tutto un po' confuso.
Insomma, l'ho incrociata, ci guardavamo, ma non sono andato a parlarle.
Non so se effettivamente mi ha più destabilizzato il mio non parlarle o il sospetto di essere pazzo, o tutte e due le cose, oppure il timore di essere al centro dell'attenzione, o non so cosa.
Poi è arrivata la disdetta del contratto. E mi sono incazzato.
Ma era più tutta una serie di fattori.
Così lavoro per Fiore per un po' (Basile, ma per tutti è Fiore), e con Vladimiro. Per qualche motivo Cardellicchio se ne va, ed arriva Vladimiro in casa, forse fine 2001, e sta per un po'.
....
Durante il 2002 ero ancora iscritto all'uni, frequentavo la mensa spesso. C'era la vecchia, vicino Piazza dei Cavalieri, e la nuova vicino una scuola superiore. Alternavamo.
Effettivamente l'episodio dell'incontro con "la pastora" dovrebbe essere successo durante il 2004, quando ero di nuovo a Pisa, ma qua i ricordi sono un po' confusi, e non mi piace troppo questa cosa dei ricordi confusi.
Quando ero in casa con Vladimiro, lui spesso portava il notebook e lavorava da casa, si parlava, ma difficilmente riuscivo a dirgli qualcosa. Mi ricordo che gli dissi che mi piaceva ancora una ragazza da 6 anni, e lui mi disse che le cose vecchie avrei dovute lasciarle stare, ma era una cosa che non mi piaceva troppo. Non lo so, forse aveva ragione? Forse si era spenta qualcosa.
Il problema è che non ho replicato niente, e neppure poi ci ho provato con lei.
Provarci con lei voleva solo dire provarci con me, provare a superare le stronzate che avevo in testa.
Per il resto poteva andare male, oppure bene, non ho idea, ma il problema riguarda solo le stronzate che sono rimaste in testa.
Fiore mi offri di fare qualche lavoro, o meglio mi poneva qualche challenge, così da farmi riprendere, stavo facendo un sito di ricette, non so neanche da dove venissero o quale fosse l'aspettativa, un portale sulle ricette. La cosa che mi piaceva era mangiare, quello sicuro. Di fare siti mi importava poco in effetti, e anche sta cosa delle ricette non facevo salti di gioia.
Non mi ricordo se durante il 2002, o durante il 2003, che vivevo a casa di Fiore, per appoggio, Vladimiro andava via, o non so dove.
Mi ricordo anche che accompagnai Vladimiro a Milano per prendere la sua Golf, guidava male, si vedeva che non era un'abitudine, aveva l'auto in un garage in mezzo a qualcosa, abbiamo fatto un aperitivo, e basta.
Di lavoro si parlava poco, di altro boh, ero quasi mezzo zombie, o qualcosa del genere.
Era un po' difficile capitalizzare un lavoro in C++, ma sarei potuto andare verso la robotica, o qualcosa del genere, sempre all'interno del polo tecnologico di Navacchio.
Ma ero moralmente distrutto e vuoto dentro.
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