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Milestone #37

Updated by Daniele Cruciani 3 months ago

# Risultati e metodologie introdotte 

 Durante gli anni che vanno dal 2017 al 2023, ho introdotto ed adottato metodologie per lo sviluppo software moderno. 

 Queste sono (metodologie e tool): 

 - Gestione dei progetti aperta e visibile, con possibilità di revisione e retrospettiva per ogni progetto 
 - Gestione del codice tramite repository accessibile e consultabile, per l'analisi dello storico 
 - Gestione delle relazioni, onboarding developer, comunicazioni 
 - Gestione delle specifiche su una base di conoscenza comune 
 - Gestione dello stato di avanzamento dei vari progetti, con log di eventi e dismissione progetto 
 - Pratiche e Tool DevOps per automazione di esecuzione di test (CI), ed automazione Deployment (CD) 
 - Semplificazione dei rollback in caso di malfunzionamento inatteso 

 I risultati raggiunti grazie all'adozione di queste metodologie e tool sono: 

 - Semplificazione delle comunicazioni 
 - Possibilità di fare retrospettive 
 - Documentazione delle feature, delle scelte tecniche, dei cambiamenti storici, della performance in fase di deployment 
 - Misurazione delle performance di rilascio 
 - Misurazione e conteggio degli incidenti in fase di rilascio di nuove feature. 
 - Misurazione e conteggio di risoluzione bug. 
 - Conteggio di commenti, revisione strategia, revisione analisi feature, rapporto tempi brainstorming / sviluppo 


 ## Percezione e realtà 

 L'azienda, ovvero le persone occupate nell'azienda, non ha una piena consapevolezza dell'impatto di queste metodologie, e di quanto siano state produttive per lo sviluppo. 
 Non ha gli strumenti per misurare le performance di deployment, perché storicamente non ha mai proceduto a fare retrospettive. 
 Se parlo di retrospettive, la percezione da parte del management è che si stiano assegnando colpe, e non ricercando fallace nel processo e nelle metodologie applicate. 
 Per quanto riguarda lo storico, l'azienda ha una percezione assolutamente rosea, "i bei tempi", ma sono tempi durante i quali non c'è nessun log sistematico storico, dove non esistono tool di gestione del software, tempi per i quali non è possibile fare misurazioni. 

 La piattaforma che rende possibile misurare (Redmine) è stata usata da me per quanto riguarda lo sviluppo software, tutti gli altri ambiti dell'azienda non hanno log in Redmine. Questo include anche la selezione del personale, salvo il caso specifico di Andrea Lunetta, del quale ho curato la selezione personalmente, e redatto la lista delle domande tecniche. 

 Spesso le comunicazioni avvenivano via email o via chat private, rendendo impossibile avere uno storico, una cosa non affrontabile per una full-remote company, ma del tutto tossica per ogni tipo di azienda: non avere uno storico permette di sviluppare conflitti basati sull'emotività, non puntare ai risultati, essere del tutto distaccati dalla realtà. 

 ## Reparti che non applicano misurazioni 

 - marketing 
 - selezione personale 
 - gestione dei conflitti e divergenze di vedute 

 Storicamente, non ci sono dati riguardanti l'efficacia del marketing, né prima dell'introduzione di Redmine, né dopo l'introduzione. Il marketing è visto come qualcosa di magico e non misurabile. Ma questa percezione è data dal fatto che nessuno si è occupato di misurarla. 

 C'è una totale fiducia riposta su consulenti ed agenzie marketing. A partire dalle campagne Google AdWords, per arrivare a freelance ed agenzie specializzate, non ci sono né dati né analisi delle performance visionabili e criticabili. 

 Sulla selezione del personale, spesso ci si è affidati ad agenzie di fornitura e selezione personale, ma le scelte sono state affrettate e poco consapevoli riguardo le tecnologie in uso. 

 Sulla gestione dei conflitti, si nega che questi possano nascere, sia in ambito tecnico, sia in ambito strategico. 

 I conflitti in ambito strategico sono spesso non dichiarati, espressi vagamente durante discorsi da bar, e mai esplicitamente dettagliati. 

 Piuttosto grave è la mancanza di una strategia, ma questo è il risultato di: 

 - mancata discussione aperta e criticabile 
 - argomenti emozionali e non vagliati dal filtro della ragione 
 - ipotesi non messe alla prova e numeri non verificati 
 - visione della realtà guidata da luoghi comuni e discorsi da ascensore 

 ## Impossibilità di contribuire ulteriormente 

 Dal punto di vista personale, come professionista, e come persona consapevole delle fallacie dell'azienda, non sono in grado di contribuire all'azienda ulteriormente. 

 Frizioni e conflitti personali: 

 - se qualcosa è andato storto, quello è dovuto al software, che ad oggi è l'unica cosa misurabile. 
 - se sollevo critiche ad altri reparti, la risposta è fumosa, non potendosi basare su dati certi, e vista come attacco personale. 

 Competenze specifiche ed ambizioni personali: 

 - Ho interesse nello sviluppo software 
 - Ho speso anni e fatica per arrivare ad un livello di competenza soddisfacente ed utile 
 - La velocità di cambiamenti in ambito sviluppo software è sempre stata sostenuta, seguire le nuove tecnologie non mi permette di occuparmi di altri ambiti 
 - Professionalmente voglio continuare a sviluppare le mie competenze in ambito software 
 - Ho una naturale predisposizione alla scrittura del codice, programmazione, e gestione del software 
 - Mi affascina la tecnologia e le soluzioni adottate, anche se ho visto molti problemi, molte soluzioni, molti tool, resta per me un campo ancora vivo ed interessante. 

 Totale rifiuto da parte dell'azienda di cambiare atteggiamento: 

 - Guardare la realtà misurando vuol dire crescere ed ammettere gli errori a livello di procedura 
 - L'identificazione comportamento <-> identità, porta al meccanismo della colpa come giustificazione dell'accaduto, a nessuna azione di riallineamento, a nessuna rielaborazione dei comportamenti. C'è qui una fallacia culturale che è evidente dal troppo affidamento ad atteggiamenti assistenzialisti come "mi dai una mano", "sono in difficoltà", "devi aiutarmi", "tu devi capire ..." 

 Si scarica quindi la responsabilità dei propri comportamenti su chi è stato capace di adottare una metodologia di misurazione ed analisi che gli permette di individuare le fallacie nei comportamenti e porvi rimedio. 

 Come persona, vengo visto come una specie di mostro, semplicemente perché adotto questa metodologia efficace. 

 Da un lato ci si rifiuta di adottare la stessa metodologia per paura forse di dover cambiare comportamento, e quindi perdere identità. 

 Dall'altro lato si addossa a me tutta la responsabilità, come se io fossi capace di far cambiare comportamento agli altri, oppure renderli produttivi anche se continuano ad adottare le stesse procedure improduttive. 

 ## Successi personali 

 A parte l'introduzione di tool e di metodologie, negli anni mi sono scontrato con l'inefficacia di alcune pratiche. 

 Ad esempio ho introdotto un daily scrum perché spesso non si capiva cosa la gente stesse facendo, né come. 

 Ho introdotto la pratica (ormai abbandonata) di fare un rapporto riguardo il daily scrum, di aprire un log settimanale riguardante lo sprint in corso. Nessuno ha seguito questo approccio, ma è stata per me una prova importante per tastare il terreno. 

 Ho adottato la pratica di fare un report annuale dei risultati e dello stato dello sviluppo software. 

 Ho sviluppato e rilasciato molto codice, questo mi ha dato un riscontro reale dell'applicazione delle metodologie adottate. 

 Ho aggiornato e mantenuto plugin redmine per invogliare all'uso, come scrum plugin fin da subito, il voto di gradimento per ogni nota, l'aggiunta del plugin checklist. 


 ## Applicazione della metodologia in altri ambiti 

 In ambito sociale non ho mai tenuto un log dei miei comportamenti. Che questo fosse virtuale (social network), o fisico (eventi formativi, sportivi, feste), non ho mai analizzato quale fosse la percezione degli altri, e quanto questa fosse dovuta ai miei comportamenti. 

 Mi lamento di non avere rapporti sociali edificanti, ma in realtà ho pochi dati riguardo a cosa ritengo edificante, e cosa no. Ho poca consapevolezza e do poca/niente importanza a questo aspetto. Come se le sorti del micro-mondo aziendale xWave fossero sovrapposte alla mia sorte personale. 

 Qualunque relazione all'esterno che non capisce il lavoro e le problematiche relazionali del micro-mondo xWave, è vista da me con diffidenza. 

 ### Abbandonare il campo di battaglia e perdere identità 

 Dal punto di vista sociale, avere un lavoro è anche un aspetto identitario. 

 Ma il mio lavoro non è cambiare il comportamento degli altri. Il mio lavoro è implementare soluzioni software, curare la mia formazione, e cambiare il mio processo di produzione, il mio modo di relazionarmi, il mio modo di comunicare, solo nell'ottica di fare il mio lavoro in modo migliore. 


 ### Sovrapposizione: successo di xWave <-> successo personale 

 Negli anni ho lavorato per diverse realtà, sempre in modo meno soddisfacente che non all'interno di xWave negli ultimi 8 anni. 

 Questo mi porta a pensare di non poter replicare la mia esperienza di successi e crescita altrove. 

 Certamente non posso replicare questo all'indietro, dove posso solo prendere atto dei miei errori col senno di poi. 

 Il fatto che xWave sia antropologicamente votata al fallimento, e il fatto che io me ne stia andando, lo percepisco come un fallimento personale. 

 Come ho visto sopra, gli elementi ed i fattori che portano al fallimento di un'impresa che vende servizi basati sul software, non sono relativi alla sola produzione e gestione del software. 

 **i fattori che portano al fallimento di un'impresa che vende servizi basati sul software, non sono relativi alla sola produzione e gestione del software** 

 La reazione della azienda alle mie critiche é stata "visto che non gradiamo guardare ai numeri in ambito marketing, preferiamo smettere di guardare ai numeri anche in ambito software" 

 Sono io responsabile di questa reazione? 

 Dal mio punto di vista c'è una reticenza ed un atteggiamento culturale azienda che esclude il premiare il merito, si fanno spesso discorsi come "se guadagniamo di più, guadagniamo tutti", si assumo persone per conoscenza e non per competenza, si favorisce il dialogo e le relazioni personali extra-lavorative (cosa per altro difficile da sviluppare per una compagnia full-remote) a scapito della crescita professionale e remunerativa. 

 C'è una eccessiva spesa di risorse per la supposta cura delle relazioni umane a distanza, che da parte mia è percepita come invadenza, ingerenza, tentativo di controllo, sopraffazione. 

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